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"Il Quotidiano" Giovedì 12 Maggio 2005 Locri. Ne ha parlato Futia nell'incontro del "Giovani per la Locride" Lo "Scandalo" Omc la storia del fallimento della fabbrica di moto LOCRI - “Per non dimenticare e per sottolineare che a Locri e nella linde ci sono le energie per dar vita ad un serio processo di sviluppo socio-economico. Questo obiettivo che l’associazione culturale “Giovani per la Locride” si è posta nel mettere in cantiere l’incontro-dibattito, tenutosi l’altra sera nei saloni dello storico palazzo Nieddu del Rio, intorno alle “moto di Locri”. Ad illustrare, in una sala gremita ed attenta, la storia delle officine Omc (officine meccaniche calabresi) di Locri, è il professore Salvatore Futia, autore, tra l’altro, del volume “Lo scandalo delle Omc”. Futia nel tracciare la storia di questa fabbrica di moto fondata a Locri nel 1924 e che “fu il vanto della Locride” e che venne fatta fallire nel 1933 nel momento m cui aveva conquistato il mercato ed era in procinto di ampliare la propria produzione con la realizzazione di un motore d’aereo militare, non perde occasione per evidenziare che Locri e la Locride hanno da sempre avuto le potenzialità per uscire dallo stato di abbandono ma poi le “volontà politiche” di altre realtà o la debole rappresentatività territoriale fanno in modo che i progetti muoiano. Così come è avvenuto per le Omc - spiega Futia - la cui fine fu segnata non solo “dagli intrighi, dalle invidie, delle gelosie e dall’ignoranza”, ma sopratutto “dall’indifferenza generale di una inidonea classe politica del territorio”.Eppure - continua- quella fabbrica, “la più grande e tecnologicamente avanzata industria del comprensorio e tra le prime del meridione”, creata dall’ingegner Vincenzo Bruzzese, aveva messo, in commercio una motocicletta, la Omc 175, che da subito ha conquistato il mercato nazionale per il suo elevato rapporto qualità/prezzo e per il prestigio accumulato negli anni tra gli appassionati di moto. Gli stabilimenti Omc ubicati alla periferia Sud di Locri, non producevano solo moto, ma oltre 700 articoli meccanici e metallici richiesti da tutt’Italia, tanto da diventare “officina ausiliaria dello Stato”. Fu grazie alle Omc che a Gerace Marina, l’odierna Locri, si determinò una fase di vivissimo fermento socio-economico-culturale che non ebbe uguali in tutta la Regione. Caso, più unico che raro - afferma ancora Futia - in quella fase si verificarono momenti di emigrazione dal Nord verso il Sud che contribuirono a modificare positivamente “le arcaiche abitudini dei locresi del tempo”. Allora Locri - racconta l’autore - con la propria banca popolare, i suoi 2 teatri, i 4 collegi, la filanda, 3 empori ed una lunga serie di attività culturali egregiamente sintetizzati nella famosa manifestazione “giugno locrese” conduceva la vita di grande città tanto che nel 1956 sorse il comitato per l’istituzione della provincia di Locri. Quelle condizioni potrebbero essere riproposte a condizione che si sconfigga “l’indifferenza che sembra caratterizzare l’odierna popolazione”. Pino Lombardo
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