Home > Rassegna Stampa > L'offerta museale a Locri

 

L’OFFERTA MUSEALE A LOCRI:

 

IL SINDACO SCRIVE AL SOPRINTENDENTE REGIONALE

AI BENI CULTURALI ED AL PAESAGGIO. 


In un recentissimo incontro svoltosi presso la Scuola di Archeologia ed Architettura della Città Classica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria l’Arch. Francesco Prosperetti, Sovrintendente regionale per i Beni Culturali ed il Paesaggio, oltre ad offrire un ampia ed articolata disamina della situazione riferita all’utilizzazione dei fondi comunitari in Calabria, con particolare riguardo all’attuazione dell’ Accordo di Programma Quadro Stato-Regione, ha pure comunicato un’ importante e peculiare novità.

Il Sovrintendente ha riferito dell’ipotesi (che è allo studio con il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione del Ministero dell’Economia e delle Finanze) di un nuovo Museo per la Città di Reggio Calabria.

Si tratta di un percorso certamente di grande sviluppo per la Città capoluogo, che ne valorizzerebbe ulteriormente anche il ruolo di centro culturale e, soprattutto, consentirebbe una più ampia offerta al pubblico dei beni archeologici, rispetto ai quali gli spazi disponibili in provincia sono, com’è noto, di gran lunga inferiori alle esigenze rispetto a quanto già ritrovato e, naturalmente, rispetto alle potenzialità del territorio, che offre continuamente nuovi ritrovamenti.

La situazione di carenza espositiva riguarda, in modo notevole anche questa Città, considerato che il Museo Nazionale di Locri Epizephyri contiene una percentuale bassissima dei reperti locresi (alcuni sono esposti, com’è noto, nel museo reggino, mentre moltissimi, purtroppo sono conservati nei depositi dello stesso museo e in altri depositi a Locri), per cui l’esigenza di dotare Locri di ulteriori possibilità espositive è sempre attuale.

La Soprintendenza Archeologica ha svolto, sul punto, un rilevante ruolo finalizzato ad allargare l’offerta museale, che a breve registrerà l’apertura del c.d. “Casino Macrì” al cui interno saranno collocati alcuni reperti della Locri Romana, ma naturalmente permane l’esigenza di approfondire l’opportunità di dotare la Città di un nuovo punto di riferimento, che, integrandosi con l’immobile museale già esistente e con la nuova struttura, allarghi la possibilità di offrire, a Locri. la visione al pubblico dei reperti locresi (si parla, naturalmente. soltanto di una percentuale più ampia di quelli in atto esposti al museo e degli altri che potranno essere collocati nel citato “Casino Macrì”).

A ciò si aggiunga che l’esigenza rappresentata è resa più forte anche dalla considerazione che la struttura museale esistente (così come la nuova in via di ultimazione) è collocata fuori città, per cui i visitatori limitano la propria permanenza alla zona interessata, mentre un collegamento funzionale con una nuova struttura posta all’interno del centro urbano consentirebbe anche un netto miglioramento dell’economia cittadina indotta dalla fruizione del bene.

L’esigenza cittadina, in linea di principio può anche trovare parziale soddisfacimento attraverso un ampliamento del museo esistente, compatibilmente con un'attuale ed analitico studio di fattibilità dell’opera (anche approfondendo, in questo senso, ipotesi progettuali già esistenti), ma è soprattutto l’integrazione dell’offerta museale con la previsione, come già detto, di una struttura complementare all’interno della Città che consentirebbe un effettivo ritorno positivo per l’economia cittadina. Con queste premesse, all’indomani dell’incontro di Reggio Calabria, nel corso del quale ho anche svolto un intervento nella stessa direzione, ho inviato una specifica richiesta al Sovrintendente regionale, dandone altresì notizia anche alla Sovrintendente ai Beni Archeologici Dott.ssa Elena Lattanzi (competente nella specifica materia), nella speranza che gli sviluppi ministeriali sull’argomento possano consentire di risolvere un problema dibattuto da tempo e che, in difetto di un’effettiva presa di coscienza, da parte statale, dell’obiettiva esigenza di allargamento dell’offerta museale locrese, potrà continuare a registrare spunti di dibattito sulle varie ipotesi possibili, ma certamente non potrà offrire al territorio una risposta concreta.

Carmine Barbaro

Sindaco di Locri