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Cenni storici.

Intorno al 915, per sfuggire alle incursioni saracene, gli abitanti di Locri cercarono rifugio verso i monti e a quasi 500 metri sul livello del mare fondarono Gerace. Nel periodo del suo pieno sviluppo la città arrivò a contare circa trenta chiese e sette conventi che contribuirono a darle l'appellativo di «città santa». Per accedervi è ora necessario passare attraverso due arterie: una, molto suggestiva, risalente al periodo medioevale, e pertanto non è concesso attraversarla con grossi mezzi di locomozione come gli autobus mentre è possibile ancora percorrerla in automobile; l'altra è invece più moderna e considerata una "ardita opera di ingegneria" alla quale viene dato il merito di aver risolto, certamente dal punto di vista funzionale, il problema viario per l'accesso alla città.  

Di rilevante pregio artistico, per chiunque decida di visitare la città, è la Cattedrale. Fondata tra il secolo XI e il XIII, nel corso del tempo ha subito a causa dei terremoti che si sono succeduti, ultimo in ordine cronologico ma non per i devastanti effetti quello del  1908, rilevanti cedimenti della struttura che, a partire dal 1949, fu sottoposta a interventi di restauro.

La Cattedrale copre una superficie di 1898 mq. ed è divisa al suo interno in tre navate separate da due file di dieci colonne provenienti da edifici classici dell'antica Locri, ognuna della quali presenta caratteristiche differenti. L'altare, il cui abside è orientato secondo il rito greco, risale al secolo XVIII ed è opera di artisti siciliani provenienti da Catania e Messina.

Attraverso una scala posta lungo il transetto, a sinistra dell'altare, è inoltre possibile accedere dall'interno alla cripta, ricavata dal dislivello del suolo, nella quale si possono ammirare oltre le pregiatissime colonne anche la Cappella dell'Itria risalente al 1200 e divisa dalla chiesa con un cancello in ferro battuto; autentica opera d'arte.

Altro monumento di grande pregio artistico è la chiesa di San Francesco che sorge nei pressi della Cattedrale. Presenta un portale ogivale gotico-arabo tra gli elementi decorativi del quale è possibile osservare il simbolo del sole rappresentante l'eternità. Ad una sola navata la chiesa fu eretta nel 1252 e al suo interno grande interesse è ricoperto dall'altare maggiore e dall'arco trionfale intarsiati in marmo policromo.

Nella stessa piazza in cui si affaccia il portale ogivale della chiesa di San Francesco si trova anche la preziosa chiesetta bizantina di San Giovannello che viene fatta risalire ai secoli IX ed XI. Lo stesso Paolo Orsi, l'archeologo che si prese cura degli scavi archeologici di Locri Epizephiri, raccomandò di custodirla sotto una campana di cristallo e di toccarla con mano guantata.

Oltre alle altre numerose chiese e agli edifici del centro storico si consiglia in particolare la visita al Castello situato nella parte più alta della città, al quale sebbene non ne sia consentito l'accesso, non manca di evocare piacevoli emozioni  grazie al suggestivo paesaggio sul quale si affaccia.